Truffe agli anziani, scoperti centinaia di casi: 31 indagati

( Fonte Reggio Sera )

Il fatturato dell’organizzazione era di mezzo milione di euro: un’anziana è stata derubata di preziosi e gioielli per 100mila euro. Decine di casi anche a Reggio

REGGIO EMILIA – Consultavano il sito internet delle pagine bianche cercando i nomi di persone che si usavano generalmente nel ‘900 per avere la certezza di contattare soggetti anziani a cui i telefonisti, spacciandosi per carabinieri, avvocati o agenti di società assicurative, gli raccontavano di un falso e grave sinistro stradale in cui era rimasto coinvolto un prossimo congiunto della vittima (solitamente, un figlio o un nipote), richiedendo somme di denaro o preziosi per la sua “liberazione” da consegnare ad un “esattore” in zona.

Per essere credibili invitavano anche l’anziano, vittima di turno, a chiamare il “112”, ma, dato che tenevano la linea telefonica aperta, alla chiamata rispondeva non la centrale operativa dei carabinieri, bensì un complice del truffatore. Il secondo interlocutore (spacciandosi per operatore del 112) confermava all’anziano quanto già anticipato nella prima telefonata, avendo però cura di carpire alla vittima più dati sensibili possibili. Poi interveniva il falso avvocato per chiedere il pagamento di una “cauzione”, generalmente di alcune migliaia di euro o preziosi, perché il parente non patisse conseguenze legali con pene detentive.

( Prosegue su Reggio Sera )

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