«D’accordo col prefetto, no alle ronde»

( Fonte Gazzetta di Reggio )

Il presidente di “Montecchio Emilia sicura” appoggia il protocollo: «È giusto regolamentare i gruppi di vicinato»

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REGGIO EMILIA. Tutto è nato da loro. Nella primavera dello scorso anno si sono organizzati in un gruppo di vicinato per combattere la microcriminalità, hanno ottenuto l’appoggio delle istituzioni e poi il riconoscimento di associazione, primo caso in Italia per una struttura di questo tipo. “Montecchio Emilia sicura” è ormai diventato un modello seguito da molti in provincia tanto che il prefetto di Reggio Emilia, Raffaele Ruberto, ha sottoscritto un protocollo ministeriale che introdurrà regole e paletti precisi per regolamentare questo fenomeno. Una decisione approvata dalla stessa Onlus, soprattutto nella parte che vieta «forme di pattugliamento attivo del territorio, siano esse in forma individuale o collettiva». Le ronde, per intenderci.

«Noi non siamo “rondisti” – spiega infatti il presidente dell’associazione, Giuseppe Carissimi – non usciamo apposta per controllare il territorio. Ogni volta che un associato gira per la sua zona ne approfitta per gettare un occhio e avvisare se nota qualcosa di sospetto. Siamo favorevoli al protocollo, lo abbiamo invocato noi stessi a gran voce con il sindaco di Montecchio Paolo Colli. Stanno nascendo tanti gruppi simili al nostro, ci chiamano da Scandiano a Fogliano e il fenomeno si sta allargando. Insieme al rischio che la gente, sempre più stanca dei piccoli criminali, faccia qualcosa che va contro la legge. In giro si comincia a dire che si deve sparare o picchiare e questo non va bene».

( Prosegue su Gazzetta di Reggio )

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