“I cittadini non sono investigatori”

( Fonte Tempo )

In poco tempo i Gruppi di Controllo del Vicinato si sono letteralmente moltiplicati nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine e oggi sono 56 quelli operativi, tra Carpi, Soliera, Campogalliano e Novi. Lo scorso 4 febbraio, Palazzo Scacchetti ha ospitato una riunione dei responsabili dei vari gruppi alla presenza di Leonardo Campanale, vicepresidente nazionale dell’Associazione Controllo del Vicinato e di Fausto Paltrinieri, responsabile provinciale dell’associazione, i quali hanno ribadito gli obiettivi di questa innovativa pratica di promozione della sicurezza e hanno annunciato la nascita, a breve, di un portale Internet e un numero verde per dare informazioni e migliorare l’efficacia delle azioni e il coordinamento tra i vari gruppi.

Dottor Campanale, perché il controllo di vicinato funziona? Qual è il suo punto di forza?
“Il controllo di vicinato funziona nel momento in cui una delle componenti della comunità, la più motivata e numerosa, ovvero i residenti, si attiva per aggiungersi alla filiera della sicurezza. Utilizzando la loro naturale capacità di interpretare il contesto in cui vivono, i residenti sono in grado di individuare le criticità e segnalarle prontamente alle Forze dell’Ordine. I gruppi sono formati da un piccolo numero di famiglie caratterizzate da due fattori principali: la conoscenza reciproca e la vicinanza delle proprie abitazioni. Quando esistono queste condizioni, il controllo di vicinato raggiunge la sua massima efficienza. Un altro punto di forza è rappresentato dall’autoindividuazione precoce (grazie alla manualistica fornita dall’associazione) delle vulnerabilità comportamentali, ambientali e strutturali della propria abitazione: di fatto le occasioni che il ladro sfrutta per entrare in casa”.
I gruppi non hanno nulla a che fare con le ronde. Ricordiamo quali sono i compiti e i limiti dei cittadini.

( Prosegue su Tempo )