Ronde di cittadini, ma democratiche

( Fonte La Stampa )

Aumentano i gruppi di vicini di casa che si organizzano per presidiare il territorio Le segnalazioni viaggiano via sms e WhatsApp: “Preveniamo furti e vandalismi”

Evitano di chiamarle ronde, perché niente hanno a che fare con le tentazioni di giustizia sommaria. Ma questo sono: i Gruppi di Controllo di Vicinato, riconoscibili dai cartelli che marcano strade e piazze, riuniscono cittadini che collaborano coi comuni di residenza e le forze dell’ordine, segnalando presenze sospette ed episodi di microcriminalità osservati dalle finestre di casa, oppure passeggiando nel proprio quartiere. Un fenomeno cresciuto a ritmi vertiginosi negli ultimi anni fino a raggiungere i 1.502 gruppi attuali (dai 30 che erano nel 2010), per oltre 41mila famiglie coinvolte su 368 comuni italiani, concentrati maggiormente nelle regioni del Nord e Centro Nord.

Il vicepresidente dell’associazione nazionale Gianfrancesco Caccia racconta: «Ho avuto l’idea quando vidi i cartelli del Neighbour Watch a Oxford, in Inghilterra, e una signora che viveva in quella zona mi fece gentilmente una serie di domande su chi stessi cercando: ero stato notato e controllato da un gruppo di vicinato. Allora pensai di importare quel modello nel nostro Paese e fondai il primo gruppo a Caronno, nel Varesotto, il mio paese». L’obiettivo è duplice: «Creare una rete fra le persone in modo che si riconoscano nel loro palazzo o nella loro via, e prevenire la vulnerabilità: non si apre agli sconosciuti, si ritira la posta del vicino, non ci si fida del “sono io” al telefono. Le raccomandazioni della polizia».

( Prosegue La Stampa )