ATTENTI ALLE NUOVE TRUFFE SU WHATSAPP: DALLA LETTURA DEL CONTATORE ALLA RICARICA DA €20

( Fonte La Ragnatela News )

In questi ultimi giorni WhatsApp è stato al centro di importanti novità legate all’introduzione della nuova funzione di Stato, che in maniera simile a quanto avviene con le storie già viste su Snapchat e Instagram, consente agli utenti di creare dei brevi video composti da foto, video e messaggi da condividere con gli amici e che restano disponibili solo per 24 ore. La nuova funzione è ancora in fase di rilascio per la community composta da oltre 1 miliardo di utenti attivi nel mondo, ma adesso torniamo a parlare della popolare app di messaggistica per un motivo differente.

L’enorme successo di WhatsApp che ha contribuito a rendere l’app una delle più utilizzate al mondo per comunicare attraverso messaggi, chiamate vocali e la condivisione di foto e video da tempo ha visto l’app finire al centro delle attenzioni di malintenzionati che cercano di sfruttare la scarsa informazione di alcuni utenti e le loro vulnerabilità, per rubare dati e informazioni sensibili e generare quindi un profitto illecitamente. E’ di questi giorni la conferma di nuove truffe e bufale che sfruttano proprio WhatsApp per trarre in inganno le vittime.

Partiamo dalla truffa identificata negli ultimi giorni che sembra aver colpito persone in diverse regioni italiane, mettendo a rischio alcuni dati sensibili. Molte persone nei giorni scorsi si sono visti recapitare una comunicazione che chiede di effettuare l’autolettura del contatore del gas. Nella comunicazione si parla di una mancata lettura del contatore del gas. Per inviare l’autolettura, si chiede quindi di effettuare una foto del contatore e inviarla come messaggio tramite WhatsApp. Il problema è che il numero riportato nelle false comunicazioni non appartiene ad alcun operatore del settore, e l’obiettivo dei truffatori è quello di entrare in possesso di dati sensibili, come ad esempio il numero di cellulare, che potrebbero poi essere utilizzati per scopi illeciti all’insaputa della vittima.

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