Sono 108 le telecamere accese, il futuro è il leggi-targa

( Fonte Il Corriere Delle Alpi )

BELLUNO. La loro doppia funzione è ormai cosa nota: da un lato rappresentano un elemento importantissimo nelle indagini, dall’altro fungono da deterrente per i malviventi intenzionati ad entrare in azione. Le telecamere di videosorveglianza rappresentano una scelta pressoché obbligata (costi permettendo) nella lotta alla criminalità e in particolare al pendolarismo dei ladri. Nei cinque Comuni che per primi hanno aderito al protocollo di controllo del vicinato sono accesi in tutto 108 occhi elettronici, ma le reti sono destinate a essere ulteriormente implementate. Il punto è stato fatto ieri in Prefettura, a margine della firma del protocollo d’intesa per il controllo di vicinato.

«In tre anni a Belluno le telecamere sono passate da 6 a 56 e con gli interventi di questi giorni supereremo le 60», ha spiegato il sindaco Jacopo Massaro, «Di queste, 18 hanno il dispositivo leggi-targa». Fino a questo momento, l’amministrazione del capoluogo ha investito 500 mila euro per la videosorveglianza e tra la fine dell’anno e i primi mesi del 2017 verranno spesi altri 100 mila euro. «L’investimento c’è perché il risultato è misurabile, proseguiamo su questa strada», ha detto Massaro.

A Ponte nelle Alpi gli occhi elettronici accesi sono 33, «alcuni dei quali riprendono in alta definizione», ha specificato il sindaco Paolo Vendramini. Con l’aiuto del Consorzio Bim, la rete verrà ulteriormente estesa portando le telecamere a 40. Gli apparecchi saranno installati nelle zone finora scoperte, come ad esempio ad Oltrerai e Coi de Pera.

( Prosegue su Il Corriere Delle Alpi )

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