Sulla collina di Madonna del Monte entra in funzione “il controllo di vicinato”

( Fonte Il Secolo XIX )

Mancano solo i cartelli per fare partire il controllo di vicinato. I «pionieri» di questa forma di controllo di quartiere in collaborazione con la polizia municipale sono un centinaio di residenti della Madonna del Monte riuniti nell’omonimo comitato. Niente cittadini sceriffi che girano di notte o ronde, solo residenti di un quartiere riuniti in gruppo che segnalano ad un referente eventuali persone, macchine o situazioni sospette; una figura che fa da filtro tra residenti e polizia municipale. In questo caso il referente designato è Sergio Franco, uno dei fondatori del Comitato. «Eravamo venuti a conoscenza di questo progetto lo scorso aprile – spiega Sergio Franco – quando il presidente dell’associazione ‘Controllo del Vicinato’ Gianfrancesco Caccia era venuto in Sala Rossa per illustrarlo. Poi c’è stato un incontro con l’assessore alla Sicurezza Paolo Ripamonti e il comandante della municipale Igor Aloi che ci ha illustrato il progetto. Ci siamo organizzati ed abbiamo deciso di aderire. Già ora noi residenti siamo in contatto su Whatsapp, ma aderendo a questo progetto il tutto viene ufficializzato dall’autorità pubblica, in collaborazione con Comune e municipale. Io ho dato la mia disponibilità come referente».

I residenti che faranno parte del progetto sono i circa cento componenti del comitato, una quarantina di famiglie, e vivono in un quartiere che nell’ultimo anno, in particolare la scorsa estate, è stato preso spesso di mira dai ladri di appartamento. «Appena li avremo installeremo i cartelli – spiega l’assessore alla Sicurezza Paolo Ripamonti – e partirà il progetto. I residenti della Madonna del monte sono i primi ad aderire e mi auguro che altre zone della città sposino questa iniziativa. Si tratta di un deterrente ma segna comunque una forma di collaborazione tra cittadini e Comune. Questo progetto è attivo in molte città della Lombardia e sta funzionando bene. Si tratta di una collaborazione organizzata con il Comune, con cittadini che segnalano situazioni o persone sospette ad un referente e credo che sia un valido deterrente. Il referente dovrà valutare la segnalazione e nel caso riferirà alla polizia municipale, instaurando un rapporto diretto ed immediato».

( Prosegue su Il Secolo XIX )

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